FILOSPADA: "Il Linguaggio dei Serpenti", il nuovo album


Il linguaggio dei serpenti” è il nuovo album dei filospada per Bradipo Dischi. A tre anni dall’esordio “Gli ultimi 4 disastri”, il progetto evolve definitivamente in una dimensione band con l’ingresso stabile di Jacopo De Donà alla batteria ed Emanuele Malfatti al basso. 


Nato e registrato interamente nel “Che Studio”, spazio creativo della band, il disco è stato inciso in una singola ripresa live: una registrazione “one take” che restituisce tutta l’urgenza e l’immediatezza del trio. Il risultato è un album compatto e "nervoso", attraversato da una forte attitudine slacker e da un songwriting che alterna immagini surreali, oscurità improvvise e cortocircuiti ironici. 


“Il linguaggio dei serpenti” è un viaggio nella parte più ermetica della mente umana: un territorio ambiguo e disturbante che i filospada scelgono di non respingere, ma attraversare fino in fondo. Dall’apertura sghemba e beck-iana de “Il magnifico dio crotalo” alla lullaby punk “Neonato”, passando per “Mr Maniaco” e “Prima sega”, fino alla dimensione quasi corale della title-track e alla tensione politica di “Slovenia”, il trio costruisce un percorso compatto e viscerale, sospeso tra tensione, ironia e improvvise aperture melodiche.


“Abbiamo voluto inquadrare il linguaggio dell’animale tradizionalmente associato a qualcosa di strisciante, schifoso, addirittura peccaminoso, in una logica più comprensiva, più dolce”, afferma la band: una visione che attraversa l’intero lavoro. Un linguaggio che si pratica, che resta in parte opaco, ma acquista senso nel momento in cui viene condiviso. E che non viene mai respinto, ma piuttosto accolto, e suonato a volume alto.


L'album è stato realizzato con il contributo di NuovoImaie.


FILOSPADA nasce a Milano come progetto solista di Filippo Spada, inizialmente radicato in una scrittura cantautorale ruvida e istintiva capace di mescolare ironia, disagio e immagini spiazzanti. Con il tempo si consolida in una band stabile grazie all’ingresso di Jacopo De Donà alla batteria ed Emanuele Malfatti al basso: un’evoluzione naturale che trasforma l’urgenza individuale in una dimensione più compatta e collettiva. Dopo i primi singoli del 2022 (Quechua, Giuseppe Verdi, Notte dopo gli esami), nel 2023 esce il debutto Gli ultimi 4 disastri, inserito da Rockit tra i 50 migliori dischi italiani della prima metà dell’anno, un lavoro che racconta la fine dell’adolescenza con uno sguardo insieme disincantato e malinconico. Negli anni successivi la dimensione live diventa centrale e il suono si fa più coeso, mantenendo uno spirito fortemente slacker – disincantato ma lucidissimo – e un’attitudine lo-fi che non è posa ma scelta precisa. Con il secondo album Il linguaggio dei serpenti (Bradipo Dischi) la scrittura si fa più esposta e consapevole, attraversando tensioni più scure e un surrealismo narrativo che scava dentro dolore, lutto e sessualità senza perdere una leggerezza obliqua.

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