DAYKODA: Il nuovo singolo “Meridian”, tra elettronica, avant-garde jazz e beat music


Tra i producer e musicisti più acclamati della sua generazione, DAYKODA annuncia il nuovo singolo "Meridian", primo tassello di una rinnovata fase artistica che espande ulteriormente il suo linguaggio tra elettronica, avant-garde jazz e beat music, già sulle piattaforme via Beat Machine Records.

Con "Meridian", materia acustica ed elettronica non si limitano a convivere: si intrecciano, si deformano, si attraversano continuamente. L’intento adesso è alterare la percezione della realtà, non più spiegarla. Mixato al Pink Bird Recording Co. di Londra da Rick David (Nala Sinephro, Alfa Mist, Jordan Rakei) Meridian conserva qualcosa di vivo e irrisolto. Le crepe restano aperte, gli attriti non vengono levigati, l’imperfezione non viene nascosta. 

È proprio in quel punto di instabilità che il brano trova la sua forma più autentica: le basse frequenze mantengono il corpo ancorato, mentre il resto si muove altrove tra frammenti melodici che emergono e si dissolvono, minimi scarti ritmici e aperture improvvise che cambiano costantemente il punto d’ascolto. La musica non rincorre la catarsi: la trattiene, costruendo una tensione costante dove basso, ritmo e attrito si serrano progressivamente l’uno sull’altro.

Negli ultimi anni, Andrea Gamba (DAYKODA) si è imposto come una delle voci più distintive della nuova della scena europea che unisce club culture, ricerca sonora e improvvisazione, supportato da tastemaker come Mary Anne Hobbs e Tom Ravenscroft su BBC Radio 6, Lefto, Laurent Garnier e Nubya Garcia. Dopo l’uscita di "UNO" (2023), il terzo album dopo "PHYSIS" (2021) e "All of Me" (2019), DAYKODA ha attraversato Italia ed Europa con una lunga serie di date, passando da festival come Time in Jazz fino all’apertura del live di Thundercat al Circolo Magnolia di Milano.

"Meridian" lascia intravedere un cambiamento più profondo nel mondo di DAYKODA: non una rottura netta, ma un lento cambio di stato. Una deriva lucida in cui perdersi non coincide più con il collasso, ma con una forma diversa di presenza, più esposta, più instabile, più vera.

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